I PIDOCCHI DEI CAPELLI  a cura del Dr. Gaetano Scanni, dermatologo a Bari

La pediculosi dei bambini nelle scuole o quella degli adulti richiede l’intervento di personale specializzato.

 

Parole chiavi: Pidocchi, Pidocchi dei capelli, Pediculus capitis, Pidocchi nella scuola, Lendini

 

Oggetto della scheda: dare assistenza a chi affronta per la prima volta la "pediculosi". 
Dedicato in particolare alle famiglie dei bimbi della scuola primaria ma anche a quei casi 
difficili di qualsiasi età che ritardano a guarire o si trovano in situazioni personali complesse.

Difficoltà del testo: nessuna, a parte quella di riuscire a controllare l'istinto di repulsione 
che i pidocchi evocano nella maggior parte delle persone.  
                 

  

 

COME PRENOTARE UNA VISITA SPECIALISTICA

 

1.  Visita breve gratuita: all’apertura delle scuole materne e primarie di Bari (settembre-dicembre) è possibile ricevere una VISITA GRATUITA per un massimo di 2 bambini ad accesso. La visita sarà eseguita entro 7 giorni dalla segnalazione compatibilmente con le prenotazioni già in attesa e per un numero di visite giornaliere programmato. Sono esclusi i controlli sugli adulti (genitori, conviventi).  La richiesta di visita deve essere inoltrata esclusivamente attraverso una e-mail all’indirizzo pediculosi.scolastica@virgilio.it  La data della convocazione sarà comunicata sempre per posta elettronica.  (istruzioni a fine pagina; cliccare -> prenotazione di una visita breve gratuita)

 

2. Visita con esame dermatoscopico: nei casi urgenti o più impegnativi come quelli resistenti a numerosi trattamenti o con particolari implicazioni psicologiche o sanitarie, l’esecuzione delle visite avviene entro 24-48 ore dalla segnalazione, compatibilmente con la lista di attesa. Nel corso della visita, di durata maggiore rispetto alla versione base, viene eseguita un’analisi dettagliata dei capelli al dermatoscopio digitale. La vista non è gratuita e si deve prenotare direttamente al cellulare 339 140 74 51.

 

3. Certificazione di rientro scolastico: è possibile richiedere il rilascio di un certificato medico che attesti la non contagiosità per il rientro a scuola o in altre comunità. E’ una procedura che riguarda specialmente i “casi complessi”. La vista non è gratuita e si deve prenotare direttamente al cellulare 339 140 74 51.

 

4. Visite collettive: possono essere richieste per esercitare una sorveglianza contemporanea su più soggetti (di qualsiasi età) in contesti collettivi specifici. Prenotazione diretta sul cellulare 339 140 74 51.

 

5. Diagnosi a distanza: è possibile su dei campioni inviati per posta o fotografati con una buona qualità d'immagine ed inviati per posta elettronica a pediculosi.scolastica@virgilio.it Prenotazione diretta sul cellulare 339 140 74 51. 

 

Guida alla lettura: il testo è ricco d'informazioni ma per una lettura veloce è possibile 
partire visionando direttamente la sezione dedicata ai casi clinici cliccando-> QUI 

E’ consigliabile completare la lettura di tutta scheda costituita da una 
1° parte che contiene considerazioni frutto di numerosi anni di studio sul “pediculus capitis”,
da una 2° parte che riporta le informazioni essenziali sulla pediculosi e da una 3° parte che 
mostra alcuni casi clinici che possono chiarire la soluzione del proprio problema.

 

 

RIFLESSIONI SULLA PEDICULOSI

Dal punto di vista dei pidocchi.

Il pidocchio dei capelli è un insetto (6 zampe) che svolge il suo ciclo biologico esclusivamente sulla testa dell'uomo. L'esclusività significa che in natura ogni pidocchio è obbligato a scegliere un ospite specifico per sempre, perciò l'uomo e il suo pidocchio, piaccia oppure no, hanno lo stesso percorso che inizia probabilmente con l'origine dell'umanità stessa sulla terra.

Per il pidocchio la nostra testa è tutto il suo universo.

Esso vive per  1 mese circa arrampicandosi sui capelli, riproducendosi, deponendo le uova, nutrendosi di sangue più volte al giorno. Ed è quello che da sempre abbiamo saputo (fino ad oggi) .

Può sembrare discutibile ma dal punto di vista dell'insetto, l'uomo non è solo una fonte di cibo... ma è anche il luogo più importante dove poter vivere. L'unico.

 

Dal punto di vista degli uomini.

Per l'uomo indipendentemente dalla sua scolarizzazione e ceto sociale il pidocchio al contrario è quasi sempre una sciagura infausta. Certo, esistono ben altre malattie più importanti che possono decidere della vita, ma la pediculosi decide dello status emotivo e sociale di chi ne è colpito. E non è poco.

Tutti pensano che chi ha i pidocchi in testa ha una scarsa igiene personale o non vive in condizioni economiche decenti. Questi "spettri" possono generare nella mente di chi ha l'infestazione un profondo senso di vergogna, di colpa, di inadeguatezza o al contrario di negazione violenta delle evidenze.

Dalla parte dei “sani”,  la percezione è di disgusto, evitazione e  discriminazione sociale. Nulla più della pediculosi funziona così bene nell'esaltare gli aspetti negativi che ognuno di noi si porta dentro. Chi ha esperienza nella gestione della "pediculosi scolastica" sa bene che se una classe non guarisce in poco tempo, parte la caccia all'untore che produce vittime certe a differenza dei pidocchi.

In tutto questo calderone infatti la pediculosi NON ha mai trasmesso malattie di altro tipo. Insomma sembra che il parassita sappia bene che non si può permettere di trattare male il suo unico benefattore.

 

 

NOTIZIE ESSENZIALI SUI PIDOCCHI

Cosa dice la scienza.

La medicina, la biologia, la genetica, l'entomologia, la paleontologia e la stessa storia geo-politica degli uomini, tutte per motivi diversi si sono misurate con i pidocchi. Il sottoscritto come dermatologo-dermoscopista li studia da almeno 20 anni (Medicina scolastica+Osservatorio Parassitosi Scolastiche).

Cosa dice la scienza?  La risposta emotiva quando si ha un problema come questo "in testa" è sempre intensa e potenzialmente destabilizzante tanto da poter slatentizzare in soggetti già sensibili stati ansiosi-depressivi o forme di allucinazioni psichiche particolari.  La trasmissione (contagio) dell'infestazione in casa o a scuola dipende quasi esclusivamente dal contatto interumano piuttosto che dalla condivisione di oggetti personali che comunque va sempre evitata.  L’igiene personale non rappresenta uno scudo preventivo per cui si deve abbandonare l’idea che le persone sporche siano la spiegazione di tutto.

Nell’ambiente esterno il pidocchio avendo assoluto bisogno di caldo e di rifornirsi di sangue più volte al giorno ha le ore contate e quindi il suo potere di contagio scende drasticamente in poco tempo. Infatti il contagio normalmente avviene solo se la distanza da percorrere per trasferirsi da una testa all'altra è brevissima e meglio se il contatto capello-capello dura per un po’ di tempo. Nessun pidocchio ama rincorrere o nascondersi pazientemente per saltare addosso ad un nuovo ospite (le pulci invece lo fanno).

Lontano dalla testa, alle nostre latitudini dopo circa 48 ore, il pidocchio è morto disidratato. Ne deriva che la disinfestazione di qualsiasi capo di vestiario o giocattolo se è lasciato in una busta chiusa a temperatura ambiente per 4-6 giorni si realizza da sola senza aggiungere alcun prodotto chimico. Per lo stesso motivo non c'è motivo di lavare all'infinito la casa o di cambiare i mobili! Una pulizia ordinaria e qualche passaggio di aspirapolvere sui divani/letti/tappeti  è sufficiente. Gli indumenti e le lenzuola che invece bisogna lavare, a 60 gradi nella lavatrice vengono liberati completamente.

A differenza del Pediculus corporis (il pidocchio del corpo), quello dei capelli non è portatore di altre malattie. Vale a dire che non ci sono dimostrazioni che i pidocchi della testa siano vettori di infezioni più pericolose della stessa pediculosi. La scienza comunque per prudenza segue con molta attenzione questo aspetto.

Perciò volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, se la diagnosi è fatta correttamente in tempo, dopo pochi giorni di prurito in testa, tutto può finire nei migliori dei modi con qualche applicazione di prodotti specifici ed una buona pettinatura.

Ci sono diverse terapie per liberarsi dai pidocchi e per questo medici e farmacisti sanno già cosa consigliare. Però anche se tanti progressi sono stati fatti in medicina, rimane ancora attuale il ruolo del pettine stretto ,  strategico per la diagnosi, per la deovulazione e per il follow-up. Non c'è guarigione veramente completa se non si rimuovono tutte le uova con il pettine fitto. Questa procedura è un “tantino fastidiosa” specie per chi ha i capelli lunghi ma rimane indiscutibilmente superiore il vantaggio che se ne riceve in cambio.

 

Tanto e ancora si potrebbe dire di questo animaletto persino con qualche interessante riflessione “filantropica” ma non è la sede giusta per discuterne. Un altro documento raccomandabile per una gestione veramente pratica, intendo dire, immediatamente utile per qualsiasi famiglia che deve affrontare la pediculosi è la guida dell'O.P.S, “PEDICULOSI SCOLASTICA: tutto quello bisogna sapere” che anche la ASL Bari riporta ufficialmente sul proprio sito.  Qui la trovate più rapidamente cliccando il seguente link Educazione Sanitaria

Al suo interno sono trattati altri argomenti importanti come ad esempio l’uso del pettine stretto (combing) indispensabile per la guarigione completa.

  

 

I CASI CLINICI
 
“La dermatoscopia è una nuova metodica che migliora la diagnosi clinica della pediculosi e di altre parassitosi della pelle” (G. Scanni)
 
Perché scegliere di sottoporsi ad una visita dermatologica assistita dall’esame dermatoscopico.

La diagnosi della pediculosi a differenza della scabbia è alla portata di mano di tutti, genitori, nonni, insegnanti e bidelli, perché i pidocchi quando sono tanti si vedono eccome. Ma bisogna anche sapere che esistono molte eccezioni e specialmente che oggigiorno è preferibile formulare la diagnosi anche attraverso uno strumento come il dermatoscopio particolarmente utile quando bisogna sbloccare situazioni difficili da risolvere.

Il Dr. Scanni di questo strumento (il dermatoscopio)  ne ha fatto un punto importante per le sue ricerche verificandone l’utilità in ben 20 anni di Medicina Scolastica a Bari. In questo arco di tempo ha accumulato conoscenze entomologiche e abilità diagnostiche che difficilmente possono maturarsi in chi si occupa “normalmente” del problema. A conferma di ciò è il percorso curriculare e le pubblicazioni che possono essere visionate sull’homepage al link CREDENZIALI PROFESSIONALI

Per correttezza è bene aggiungere che la diagnosi e la cura della pediculosi non necessita obbligatoriamente di un medico “esperto” in entodermoscopia.  Altri specialisti o medici competenti sono in grado di garantire la risoluzione del problema nella maniera tradizionale.

Per queste ragioni, chi decide di fare una visita dopo aver letto questa scheda, lo fa perché sta cercando un professionista con esperienza reale nel campo delle parassitosi cutanee e perché crede nell’utilità di un’analisi strumentale moderna (il dermatoscopio) che permette al medico ma anche allo stesso paziente di rendersi conto esattamente di cosa stia succedendo sulla pelle. L’esito dell’esame, infatti, è mostrato in tempo reale.

 

I quesiti più comuni a cui i dermatologi sono chiamati a rispondere sono:

 

1.       Lendini, forfora o pseudo-lendini  ?

2.       Uova vive o uova morte ?

3.       La guarigione è completa ?

4.       Prurito in testa anche senza pidocchi ?

 

 

UOVA DI PIDOCCHI (lendini) O FORFORA ?

Una delle trappole più pericolose in cui inciampano genitori o inseganti alle prime armi è quella di non riuscire a determinare se dei corpuscoli bianchi fissi sui capelli possono, oppure no, essere uova di pidocchio specie se coesiste un po’ di prurito in testa.

Sui capelli possono trovarsi materiali esogeni  (gelatine, lacche, ecc) oppure materiali endogeni provenienti dalla stessa pelle (croste, squame, forfora). A seconda dell’età di cui stiamo parlando ci può essere una “crosta lattea” persistente  o una dermatite seborroica o qualche altra forma infiammatoria del cuoio capelluto come la psoriasi. Tutte possono generare un quadro clinico che ad un occhio inesperto può far pensare a sospette lendini.

Attraverso un’analisi dermatoscopica eseguita direttamente sui capelli del paziente un dermatologo è immediatamente in grado di risolvere questo dubbio. Infatti una lendine è una struttura con una forma e una collocazione rispetto al capello così ben definita che si distingue facilmente da qualsiasi altra cosa.

 

Fig. 01 Una squama lamellare isolata potrebbe essere scambiata per una lendine. L’esame dermatoscopico però risolve immediatamente l’equivoco.

 

 

LENDINI O PSEUDO-LENDINI ?

Succede qualche volta che squame prodotte dalla stessa pelle del cuoio capelluto si avvolgano intorno ai capelli (cilindri cornei) simulando la forma di una lendine. Queste strutture sono chiamate pseudo-lendini.

Il loro riconoscimento è alla portata di ogni dermatologo per le evidenti differenze tra le due strutture.

 

Fig. 02 Caso di apparente somiglianza con una pediculosi per la presenza di pseudo-lendini aderenti ai capelli. La diagnosi ad occhio nudo potrebbe portare fuori strada provocando allarmismo nella scuola e  cicli di terapia del tutto inutili. L’esame dermatoscopico però risolve immediatamente l’equivoco.

 

Fig. 03 Esame dermatoscopico. A sinistra un cilindro corneo , a destra una lendine.

 

Però quando si verificano situazioni in cui la somiglianza alle lendini è invece molto più forte (pseudolendini-vere) allora un’esperienza entodermoscopica può fare la differenza risparmiando al paziente una terapia completamente inutile grazie all’esame dermatoscopico.

 

Fg. 04 Esame dermatoscopico. Pseudo-lendine (sn) e lendine (dx) in questo caso sono molto simili tra loro. Senza le conoscenze basilari di entomologia si corre il rischio di dare inizio in buona fede ad una terapia assolutamente non necessaria.

 

In alternativa alla dermatoscopia diagnostica si può eseguire il “test di arresto” (stop test) che consiste nel far scorrere sul capello i polpastrelli dell’indice e pollice a contatto tra loro. Se durante il passaggio sopra la particella sospetta si ha la sensazione di uno ostacolo allora è meglio approfondire (stop test positivo= lendine). Se invece le dita riescono a far slittare il materiale (stop test negativo) è più facile che non si ratti di lendini ma di qualcos’altro.

 

Fig. 05 Test di arresto negativo. La particella si è spostata quindi non è un uovo di pidocchio.

 

 

UOVA VIVE O MORTE ?

Dopo aver fatto una qualsiasi cura contro i pidocchi bisogna passare un pettine stretto per sfilare tutte le uova. Questa fase è proprio indispensabile per avere una guarigione completa. Se invece le lendini sono lasciate a loro posto si crea il grande equivoco delle uova vive o morte e quindi del dubbio sulla persistenza della infestazione e sua contagiosità. Questo dubbio è l’argomento più ricorrente nelle scuole quando il ritorno in classe del bambino con uova ancora visibili sui capelli non convince del tutto gli insegnanti o i genitori.

 

Fig. 07 Lendini non vitali di colore chiaro a sinistra , lendini vitali di colore scuro a destra.

 

Fig. 06 Esame dermatoscopico. Lendine chiara non vitale a sinistra, lendine scura vitale a destra.  

Anche in questo caso l’esame dermatoscopico viene parecchio in aiuto. Nello specifico ci sono alcuni segni della lendine che chi studia la biologia del pidocchio sa individuare immediatamente per capire se questa è ancora vitale oppure no.

La valutazione della distanza delle uova dal cuoio capelluto è un criterio clinico molto utilizzato ma l’integrazione con l’analisi dermatoscopica serve a individuare lendini superstiti che possono trovarsi anche a quote di oltre 1 cm dalla testa (specie nei climi più caldi).

 

 

LA GUARIGIONE E’ COMPLETA?

La domanda è legittima e la risposta può non essere così scontata.

Se la cura è stata eseguita correttamente (a), se la pettinatura ha rimosso tutte le uova (b), se non ci sono stati nel frattempo altri contagi inapparenti (c)  la conclusione è una sola: guarigione.

Ma si tratta pur sempre di una conclusione deduttiva perché ad oggi non esistono test di laboratorio che possono accertarlo direttamente. Per fortuna nella maggior parte delle situazioni una visita dermatologica ben fatta è sufficiente e una pettinatura selettiva negativa ne è la conferma.

Ma può non bastare. Infatti una guarigione “permanente” è possibile solo se ciascuna delle condizioni elencate all’inizio si avverano tutte insieme (a+b+c). Così può succedere che un contatto specie a scuola o in altri luoghi collettivi ma anche nella stessa famiglia, con qualcuno ancora infestato (a sua insaputa) possa riportare nuovi  pidocchi infestanti  per mandare all’aria la guarigione raggiunta. Come fare per accorgersi della ripresa?

L’esame dermatoscopico ci viene in aiuto grazie alla possibilità di intercettare segni minimi indiretti che il pidocchio lascia sulla cute della testa.

Bisogna tener presente che ogni insetto dopo aver ingoiato il sangue lo digerisce e lo evacua sotto forme di piccole particelle scure appena visibili. Sotto il dermatoscopio queste “feci” sono ben visibili anche se non si riesce a scovare il pidocchio di cui le sue feci però ne costituiscono la firma indiretta.

 

Fig. 08 Esame dermatoscopico. A sinistra pidocchio adulto con residui fecali all’estremità. A destra feci sulla cute del cuoio capelluto.  (vedi --> Entodermoscopia)

 

La probabilità di scoprire queste tracce aumenta con la durata della visita, l’appropriatezza dell’attrezzatura strumentale e l’esperienza specifica dell’operatore. Non basta una lente d’ingrandimento o pochi istanti di osservazione (vedi ambulatori affollati).

Inoltre come succede per la scabbia, un lavaggio dei capelli più frequente come accade a chi esce da un episodio acuto di pediculosi può parzialmente mascherare le tracce del pidocchio.

Per verificare se una guarigione è definitiva la soluzione alternativa è l’uso regolare di un pettine a denti fitti che però specie nelle ragazzine rappresenta un evento traumatico a causa dei capelli lunghi che tendono a spezzarsi quando rimangono bloccati tra i denti stretti. L’esame dermatoscopico ancora una volta mostra la sua utilità perché può sostituite una pettinatura selettiva senza arrecare alcun disturbo soggettivo.

 

 

PRURITO SENZA PIDOCCHI ? ( Sindrome di Ekbom )

Succede che dopo il completamento di un ciclo terapeutico pur avendo eliminato tutti i pidocchi e le lendini, il prurito continui ad infastidire per qualche giorno in maniera  sempre meno intensa fino a scomparire.

Purtroppo in alcune persone emotivamente molto sensibili, la percezione di qualcosa che cammina sulla testa, o il proseguimento compulsivo delle pettinature con riscontro di materiale desquamativo normale o di materiale estraneo del tutto accidentale, porta a credere che l’infestazione non sia ancora guarita (anche se lo è già). La didascalia della foto n.9 racconta un caso realmente accaduto.

 

Fig. 09 Esame dermatoscopico. Una particella scura delle dimensioni di un pidocchio rappresentava per la paziente la prova inconfutabile della persistenza dell’infestazione. All’esame dermatoscopico invece si dimostrava essere composta da materiale filamentoso di origine tessile. Suggestivo ma falso.

 

Queste situazioni non sono infrequenti e le persone che ne soffrono finiscono per autosomministrasi più volte prodotti specifici spesso anche combinandoli tra loro nel tentativo di liberarsi del parassita.

Il fenomeno in medicina è noto con il nome di  illusione di parassitosi una condizione emotiva che ha bisogno di essere sbloccata al più presto per non portare verso inconvenienti psicologici e comportamentali più pesanti.

L’esame dematoscopico mostrato in diretta sul monitor diviene agli occhi del paziente un argomento abbastanza concreto che può aiutarlo a sciogliere il nodo della questione. Se però questa strada non porta a risultati è necessario passare ad un supporto psicologico e/o farmacologico fino a quando il paziente non riesce a distaccarsi dal falso problema. 

Come appendice è bene anche aggiungere che in alcuni rari casi che sembravano essere a tutti gli effetti delle illusioni di parassitosi, l’esame dermatoscopico ha invece scoperto un’infestazione minima reale che spiegava la persistenza del prurito. Perciò prima di formulare la diagnosi definitiva di una illusione di parassitosi è bene accertarsi dermatoscopicamente che non vi sia un’infestazione minima o ricorrente ancora attiva.

 

CONCLUSIONI

I pidocchi in testa sono un grattacapo non solo dermatologicamente parlando ma anche sul piano dell’igiene pubblica, della convivenza sociale e specialmente su quello psicologico. La pediculosi da alcuni quasi non viene più considerata una malattia vista la regolarità con cui se ne sente parlare a scuola (non condivido ma è giusto provare a sdrammatizzare). Pediatri e dermatologi sono sempre in grado di far fronte alle esigenze dei singoli pazienti.

Ma esistono delle condizioni “particolari” in cui è necessaria avere una marcia in più. E questa marcia dipende dalla strumentazione impiegata (nello studio del Dr. Scanni si impiegano 3 tipi di dermatoscopi perché ognuno vede cose diverse), dal grado di conoscenza  della biologia dell’insetto e dei suoi comportamenti nelle collettività come la scuola (numerosi anni di servizio nella medicina scolastica di Bari) e specialmente dalla comprensione esatta delle problematiche psico-sociali che la pediculosi innesca, la cui sottovalutazione può trasformare un’infestazione banale in un’esperienza di “isolamento” più profonda di quanto si immagini. 

  

                                                                  

   

 

 

ISTRUZIONI PER LA RICHIESTA DELLA "VISITA BREVE GRATUITA"

Copiare le domande in basso ed incollarle nella mail che si aprirà cliccando su> pediculosi.scolastica@virgilio.it 

 

-Nome della Scuola e città
-Classe
-Età e sesso del  paziente
-Da quanto tempo si gratta la testa ?
-Ci sono Lendini (uova)?
-Ci sono Pidocchi vivi?
-Ci sono altri componenti della famiglia che si grattano?
-Sono stati già usati prodotti specifici ?
-Se è "si", elencare il nome commerciale e accanto tra parentesi ( ) quante volte è stato usato
-Quale tipo di pettine stretto è stato usato? Nessuno, Morbido, Metallico.
 

 

 

AVVISO

Sono possibili consulenze a distanza, solo in casi selezionati e previo contatto telefonico.

 

 

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upload 2014-03-27

 

Il materiale fotografico impiegato in questo sito appartiene all'archivio clinico personale ed è usato rispettando le legge sulla privacy. La riproduzione delle foto da parte di terzi è possibile indicando chiaramente la fonte di provenienza. Graditi contributi fotografici di colleghi e pazienti.