PARASSITOSI CUTANEE , ENTODERMOSCOPIA

 

Questa sezione è dedicata alla descrizione delle infestazioni cutanee oggetto di studio dell'Osservatorio Parassitosi Scolastiche (OPS).

E' consigliata la lettura in tutti i casi ancora in attesa di diagnosi (fase asintomatica dell'incubazione, comorbilità con altre dermatiti) ma specialmente nelle

forme resistenti alle terapie che si prolungano per oltre un mese (parassitosi persistenti).

 

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STORIA

L'interesse del Dr. Scanni verso le Ectoparassitosi (malattie causate da parassiti della pelle) deriva dall'incontro tra la competenza specialistica e quella di medico scolastico.

Essendo la scuola il luogo dove i bambini passano la maggior parte della loro vita, certe patologie infettive contagiose come Pediculosi, Scabbia, Verruche, Molluschi contagiosi, Micosi finiscono per avere una maggiore probabilità di accadere.

Specialmente la pediculosi del capo (per cui lo stesso medico ha coniato per primo la definizione di pediculosi scolastica) è stata oggetto di studio approfondito specie con l'introduzione del dermatoscopio che si comporta come un vero microscopio in vivo.

Fondatore dell'Osservatorio Parassitosi Scolastiche (OPS) il Dott. Gaetano Scanni ha pubblicato alcune ricerche su riviste specializzate e spesso viene invitato come relatore per corsi di aggiornamento per i pediatri della ASL o congressi di dermatologia.

 

Grazie all'applicazione del dermatoscopio, la diagnosi delle seguenti parassitosi 

 

Pediculosi del capo acuta o persistente              (Pidocchi comuni)

Pediculosi del pube                                                       (Piattole)

Pediculosi delle ciglia                                                 (Piattole)

Pediculosi dei vestiti                                                   (Pidocchio del corpo)

Scabbia umana                                                              (Sarcoptes scabiei)

Acariasi animale                                                           (Acari di cani, gatti, conigli, volatili) 

Vermi della cute                                                           (Miasi , Larva migrans)

Punture di insetti                                                        (Imenotteri , Pulci, Zecche)

Illusione di parassitosi                                              (Disturbo extracutaneo)



viene notevolmente favorita specie all'inizio quando i segni clinici non sono ancora così appariscenti da essere riconoscibili ad occhio nudo e simmetricamente dopo la terapia per accertare che non ci siano ancora superstiti.  La dermatoscopia è una nuova metodica che migliora la diagnosi clinica della pediculosi e di altre parassitosi della pelle. 

Ricordo che la facilità con cui si viaggia in nazioni dal clima più caldo dove certe infestazioni sono endemiche, rende queste diagnosi sempre più frequenti in soggetti italiani.

La scienza che studia i parassiti della pelle attraverso il dermatoscopio si chiama Entodermoscopia (EDS), neologismo creato dallo stesso Dott. Scanni editore anche di un sito internazionale ad essa dedicata www.entodermoscopy.net

L'attenzione che il medico dedica a questa attività è costante e molto approfondita. La strumentazione è aggiornata alle più recenti soluzioni tecniche.

 

                                                                                                                               

 

    Entodermoscopia: le applicazioni nella PEDICULOSI DEL CAPO

 

Foto 01.  Un esempio di visita in ambito scolastico di un soggetto infestato da Pidocchi del capo.

 

L'osservazione della pediculosi viene fatta con tre strumenti ottico-digitali ciascuno in grado di registrare diversi aspetti del micro habitat (i capelli) in cui vivono gli insettiLa visita si svolge anche con l'ausilio di un computer necessario per avere ulteriori ingrandimenti e la catalogazione delle immagini.

La dermatoscopia e la videodermoscopia hanno aggiunto nuovi criteri diagnostici che prima dell'avvento di queste metodiche non potevano essere disponibili in vivo e ad occhio nudo.  Nelle foto che seguono sono descritte alcune ricadute favorevoli possibili.

 

Foto 02.  In questo caso clinico la visione di particelle bianche su capelli (inserto piccolo in basso a sinistra) scatenò un allarme in tutta la classe perchè si pensò ad uova di pidocchio. Grazie alla dermoscopia (foto grande) si riuscì invece a capire che non si trattava di lendini ma di una specie molto particolare di "forfora" che forma un manicotto di cheratina attorno ai capelli che nulla ha a che fare con le uova di pidocchi. L'allarme fu sventato immediatamente e si evitò che la bimba fosse curata inutilmente. Le strutture che assomigliano a uova di pidocchio si chiamano pseudolendini.

Prima di iniziare qualsiasi terapia bisogna essere sicuri di non cadere in questo equivoco.

 

Foto 03.  Quando un medico ispeziona la testa non incontra difficoltà nel riconoscere i pidocchi adulti perchè sono insetti scuri di almeno 3-4 mm che si muovono tra i capelli (paragonabili a piccole formiche). Non è possibile invece ad occhio nudo riconoscere i pidocchi appena nati (neanidi o ninfe) perchè nelle prime fasi della loro pseudometamorfosi il corpo è quasi completamente trasparente e ha dimensioni anche inferiori al mm (come in questo caso di neanide al 1°stadio). La dermatoscopia è in grado di dare al medico queste informazioni, che con la giusta esperienza, possono far capire alcune cose sullo sviluppo dell'infestazione e sulla risposta alla terapia.  

 

Foto 04.  Quando ad occhio nudo si osservano le lendini, non è possibile essere matematicamente certi se queste contengano un embrione pronto a fuoriuscire appena completata la sua maturazione (6-10 gg circa). La video-dermoscopia raggiungendo ingrandimenti superiori a quelli del dermatoscopio (200x) entra all'interno del guscio è fa vedere senza difficoltà se la lendine è vuota o abitata da un embrione come in questo caso (inserto piccolo).  Con particolari procedure  è anche possibile capire se l'embrione è vivo. 

 

Foto 05.  Un'altra informazione che l'entodermoscopia permette di avere è lo studio dei granuli fecali del pidocchio.

L'insetto dopo aver succhiato il sangue, lo digerisce e lo elimina attraverso il suo intestino. Quello che rimane sulla pelle del cuio capelluto è solo una "fine polverina" scura che si può vedere anche sui cuscini al risveglio ma solo nei casi molto avanzati dell'infestazione (piuttosto infrequenti nelle nostre scuole).

Poichè si tratta di piccole particelle inferiori a mezzo milimetro, non c'è occhio nudo che possa capire se si tratti di materiale ambientale qualsiasi o proprio di feci di pidocchio. Le foto con il dermatoscopio riconoscono una particolare caratteristica di questi granuli cioè quella di essere costituiti da microsferule raccolte in grappoli. Questi segni possono aiutare a capire se si tratta di una pediculosi vera, se ci sono problemi di ricaduta o di farmacoresistenza a terapie correttamente eseguite ma senza risultato.

 

Conclusioni: grazie alle ricerche approfondite sviluppate dall'OPS è possibile avere una visione più dettagliata della malattia interpretando segni che altrimenti, l'esame medico ordinario in un ambulatorio comunemente attrezzato, non potrebbe mai permettere.  La diagnosi precoce ma specialmente la conferma della guarigione dopo terapia possono ricevere concreti vantaggi da queste tecniche strumentali.  

Ultima ma non di minore importanza è l'Educazione Sanitaria grazie alla quale ogni genitore che ha figli nella scuola materna ed elementare può contrastare e ridurre i rischi della pediculosi scolastica. Si raccomanda vivamente di leggere questa sezione del sito curata dall'Osservatorio Parassitosi Scolastiche cliccando questo link

 

DIAGNOSI A DISTANZA (previo invio campione)

In casi selezionati è possibile richiedere una tele-assistenza (diagnosi a distanza) per la distinzione tra Pseudo-lendini
e Lendini vere o per riconoscere il tipo di parassita infestante (P.capitis, P.Corporis, F.Pubis) attraverso foto e/o campioni
biologici da inviare per posta. (modalità attivabile previo contatto diretto telefonico)

 
                                                                                                                                  

 

Entodermoscopia: le applicazioni nella SCABBIA UMANA

 

La scabbia è un'ectoparassitosi provocata da un acaro grande 0,4 x 0,3 mm, la cui femmina scava una piccola galleria nello strato più superficiale della pelle (cunicolo). Nel tempo il cunicolo si allunga di qualche millimetro e al suo interno si accumulano feci e le uova da cui origineranno nuovi acari per continuare il ciclo della malattia.

L'acaro della scabbia definito anche Sarcoptes scabiei var. hominis, sceglie solo l'uomo per la sua esistenza, per questo si dice specie-specifico o parassita obbligato. Ciò significa che la scabbia umana può essere trasmessa solo tra persone e non tra uomini e animali.

La diagnosi di scabbia è favorita dal prurito insistente, specie se condiviso da altri famigliari. I contagi avvengono per contatto diretto con le persone che dormono nello stesso letto, luogo dove l'acaro ha più possibilità di passare ad un nuovo ospite. Per il contagio hanno anche importanza vestiti o altri accessori personali (veicoli) che  possono trasportare l'acaro vivo su chi li indossa.

L'entodermoscopia nella scabbia aggiunge informazioni utili a completare l'esame clinico classico che non deve mai essere sottovalutato essendo questa infestazione capace di assomigliare a diverse altre dermatiti (l'eczema per esempio)  che possono portare lontano dalla corretta diagnosi e ritardare la terapia. 

 

Foto n° 1.  Descrizione di lesioni tipiche ai polsi.

Le lesioni specifiche della scabbia si trovano in alcuni distretti del corpo come i polsi. In questo paziente sofferente da giorni di prurito notturno la diagnosi è stata facile già all'esame tradizionale ad occhio nudo. Pustole e piccole lesioni lineari (cunicoli) sono stati trovati ai polsi, gomiti, ascelle e zone genitali.

 

 

Foto n°2. Descrizione del quadro dermoscopico specifico.

Per una diagnosi clinica certa, in tutti i libri di dermatologia si raccomanda di prendere un piccolo campione di pelle grattando la zona sospetta per esaminarlo al microscopio. Con il dermatoscopio, in ogni lesione lineare è possibile riconoscere direttamente l'insetto saltando l'esame microscopico e risparmiando tutto il tempo che esso richiede. Nella foto n°2 si riconsocono i segni dermoscopici specifici costituiti dalla parte anteriore dell'acaro a forma di  "V"  e una scia bianca subito dietro che corrisponde al cunicolo (segno dell'ala a delta con scia in coda) .

Davanti a questo quadro entodermoscopico la diagnosi di scabbia è assolutamente certa. 

 

Foto n°3.  Lesione sulla convivente del paziente.

Più complessa e meno chiara è invece la valutazione dei contatti  (soggetti che hanno potuto contagiarsi) in cui la malattia è in incubazione. La moglie del paziente al momento della visita riferiva qualche accenno al prurito ma con scarse lesioni e non così specifiche come quelle del marito. Lo sguardo attento alle pieghe dei polsi permetteva di intravedere una lesione suggestiva ma non abbastanza sicura. 

 

 

Foto n°4  Conferma in dermatoscopia della presenza del Sarcoptes Scabiei.

In questa particolare evenienza un esame clinico tradizionale (cioè senza dermatoscopio) avrebbe, nel migliore dei casi, espresso un parere prudente di "positività sospetta". Applicando il dermatoscopio sulla lesione del polso invece, la diagnosi è diventata immediatamente certa. Si riconosce solo un segno  causato dal sarcoptes, quello della "V" che corriponde alla testa dell'acaro mentre è del tutto assente il segno della scia che corrisponde al cunicolo vero e proprio. Nonostante ciò la diagnosi di "scabbia trasmessa" si è potuta formulare senza dubbi.

La paziente è stata contenta di inziare una cura mirata prima che la malattia si esprimesse in maniera evidente.

Il tempo risparmiato e la specificità del riconoscimento sono i vantaggi che l'entodermoscopia ha introdotto in questo tipo di parassitosi. Se nel paziente con un'infestazione conclamata il dermatoscopio trova un'utilità relativa, risulta invece insostituibile nelle forme iniziali quando non si è ancora sicuri del contagio e le manifestazioni sulla pelle sono solo accennate. Nei casi dubbi di contagio è consuetudine prescrivere la cura anche a chi non ha ancora sviluppato i segni tipici ma in questa maniera si rischia di somministrare una terapia anche a persone che non ne hanno veramente bisogno.

La necessità di sentirsi comunque al sicuro, può portare il medico ad una prescrizione "forzata" che l'entodermoscopia può però evitare. Il progresso delle ricerche in questo settore porterà probabilmente a cambiare consuetudini mediche consolidate nel tempo ma non sempre appropriate.

 

Altri importanti documenti sono disponibili in questo sito ai link:

Scabbia Umana

Prurito senile-Scabbia negli Anziani 

 

 

Dr.Tani Scanni

 

                                                                                                                                                

 

Dr. Gaetano Scanni MD,

Dermatologist

Bari-Italy

 

 

 
PUBBLICAZIONI RELATIVE ALLE ECTOPARASSITOSI ED ENTODERMOSCOPIA
del Dr. Gaetano Scanni Dermatologo, Bari-Italy
(in aggiornamento)

 

 

PEDICULOSI DEL CAPO: PROPOSTE DI LINEE GUIDA TERAPEUTICHE

C. Gelmetti , S. Veraldi , G. Scanni

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

139 (Suppl. 1 al n:4): 1-4, 2004

 

EFFICACY AND SAFETY OF A NEW NON-PESTICIDE LICE REMOVAL PRODUCT

G. Scanni , E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

14, 249-52, 2005

 

15 QUESTIONS AND ANSWERS ABOUT PEDICULOSIS CAPITIS. PEDICULOSIS PUBIS

G. Scanni , G. Porcelli, E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

15, 753-768, 2005

 

EFFICAY OF A SINGLE APPLICATION OF A NEW NATURAL LICE REMOVAL PRODOCT.  PRELIMINARY DATA

G. Scanni , E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

16, 231-4, 2006

 

VIABILITY OF THE HEAD LOUSE EGGS IN PEDICULOSIS CAPITIS.  A DERMATOSCOPY STUDY

G. Scanni , E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

16, 201-4, 2006

 

FECES OF PEDICULUS CAPITIS HUMANUS AS SIGN OF VIABILITY OF THE LOUSE

G. Scanni , E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

17, 77-80, 2007

 

HEAD LICE

G. Scanni , E. Bonifazi

EUROPEAN JOURNAL OF PEDIATRIC DERMATOLOGY

18, 33-64, 2008

 

  LA PEDICULOSI NELLE SCUOLE DI BARI. DALLA MEDICINA SCOLASTICA ALLA ENTODERMOSCOPIA.  
  PROTOCOLLO OPEREATIVO TRA IL SERVIZIO DI IGIENE E PROFILASSI (SISP) E L' OSSERVATORIO PARASSITOSI SCOLASTICHE (OPS)
  DELLA ASL BARI
 
  G. Scanni , D. Lagravinese
 
 

 

HUMAN PHTHIRIASIS. CAN DERMOSCOPY REALLY HELP DERMATOLOGISTS?

ENTODERMOSCOPY: A NEW DERMATOLOGICAL DISCIPLINE ON THE EDGE OF ENTOMOLOGY.

G. Scanni

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

147(1): 111-7, 2012 Feb.

 

 

Posted:      01-01-2011

Updated : 06-06-2011 ;  2015-10-23

 

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